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Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Insalata di pesce e avocado

Cosa serve
Gamberetti (possiibilmente freschi)
Pesce bianco (dentice, orata, nasello, spigola)
1/2 avocado per porzione
insalata mista
pomodorini sott’olio
capperi
pomodori
carote
maionese light
olio
sale
aceto

Come si fa
1. Lessare il pesce in acqua non salata e, una volta cotto, scolarlo e spinarlo del tutto quindi sfaldarlo e metterlo a raffreddare a temperatura ambiente in una ciotola.
2. Pulire i gamberetti e scottarli velocemente in acqua salata. Se si usano gamberetti scongelati scottarli quando sono ancora surgelati. Metterli a raffreddare a temperatura ambiente in una ciotola.
3. Scavare l’avocado, estrarre la polpa e tagliarla a fettine. Scolare i pomodorini sott’olio e dividerli a metà. Tagliare le carote a dadini o julienne e tagliare anche i pomodori rossi in quattro parti.
4. Condire il pesce e i gamberetti con della maionese e sistemare il composto ottenuto dentro il guscio dell’avocado. Versare insalata, pomodori, pomodorini, carote, capperi in una ciotola e condire per bene con sale, olio e aceto di vino bianco quindi dividere nei singoli piatti aggiungendo in ogni piatto il guscio dell’avocado riempito con il pesce e la polpa di avocado tagliata. Servire subito senza aggiungere altro.

Tempo di preparazione: 20 minuti circa

Risultato: semplicissima e veloce, questa insalata è ricca di sapori che contrastano e si sposano benissimo. L’acidulo dei capperi e dei pomodorini si bilancia perfettamente con la neutralità dell’avocado e a sua volta il pesce amalgamato e condito con la maionese è il giusto mezzo tra tutti i sapori.

Variante: se vi piacciono i sapori più forti, usate del salmone affumicato al posto del pesce bianco.

Consiglio: nonostante il pesce si possa tranquillamente preparare in anticipo, l’insalata va assemblata praticamente un paio di minuti prima di portarla in tavola e va mangiata seduta stante altrimenti i liquidi (olio e aceto) e il sale ne alterano il sapore e l’avocado chiaramente diventa nero e/o si intirizzisce.

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Insalata di pesche, prosciutto e mozzarella

Questa insalata di pesche, prosciutto e mozzarella è stato uno degli esperimenti provati durante le vacanze italiane e la ricetta è adattissima per questi ultimi giorni di agosto quando la voglia di fare è ancora poca.

Io ho usato pesche fresche ma niente vieta, se vi viene voglia di prepararla più in là, di usare quelle in barattolo avendo l’accortezza di comprare le migliori sul mercato se non altro per evitare che all’origine siano di pessima qualità; quanto alla mozzarella, ecco, pure qua sceglietela bene perché se ne trovano alcune immangiabili seriamente.

Cosa serve per 4 porzioni
2 pesche tagliate a spicchi
2 cucchiai di aceto balsamico
200 grammi di insalata dolce (songino, lattuga, etc)
150 grammi di mozzarella
4 fette di prosciutto di Parma
60 ml di olio extravergine di oliva
sale
pepe nero

Come si fa
1. Spennellare metà aceto balsamico sulle pesche e metterle a grigliare per 3-5 minuti per lato su una padella antiaderente.
2. Assemblare l’insalata aggiungendo tutti gli ingredienti fatta eccezione per olio, sale, pepe e aceto.
3. Mescolare olio, sale, pepe e aceto in modo da formare un condimento ben amalgamato, cospargere l’insalata e servire.

Tempo di preparazione: 10 minuti

Risultato: semplice, essenziale, estiva, velocissima. Ha tutte le caratteristiche per stupire senza esagerare.

Variante: se vi piace sentire qualcosa di croccante prendete una manciata di fiocchi di mandorle, tostateli su una griglia arroventata e aggiungeteli all’insalata.

Consiglio: se avanza non è buona né messa in frigorifero né lasciata fuori. Va preparata al momento e mangiata.

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Insalata fredda pisellini , menta e feta

Cosa serve per 1 ciotola abbondante (4-6 porzioni)
450 grammi di pisellini freschi
125 grammi di feta
una manciata di menta fresca
1 cucchiaio di aceto bianco
3 cucchiai di olio di oliva
sale

Come si fa
1. Sgranare i pisellini, sciacquarli, asciugarli e metterli in una ciotola.
2. Preparare una salsa mescolando olio, sale e aceto e versarla nella ciotola.
3. Aggiungere la feta sbriciolata e le foglie di menta intere. Mescolare per bene e servire.

Tempo di preparazione: 10 minuti

Risultato: essenziale, profumata ed estiva questa insalata è ottima come contorno ma anche come piatto unico da servire con pane o crostini per restare leggeri.

Variante: al posto della menta si puo’ usare basilico fresco che conferisce un sapore più delicato all’insalata.

Consiglio: io metto menta fresca senza tagliarla perchè il sapore, una volta tagliata, è molto forte e troppo invadente. Inoltre la menta tende ad appassire con poco e se la sminuzzate perde molta della sua delicatezza. Questa insalata va preparata e mangiata proprio per via della menta. Se avanza va tenuta in frigorifero e consumata, dopo averla tirata fuori per portarla a temperatura ambiente, in massimo 24 ore rinfrascandola semmai con altra menta

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Cheese cake fredda con biscotti

Cosa serve per 4 bicchieri
200 grammi formaggio cremoso
2 cucchiai di zucchero a velo
200 ml di panna montata
40 biscotti secchi
1 cucchiaio di latte

Come si fa
1. Sbriciolare 40 biscotti e bagnarne circa metà con il latte. Sistemarli dentro i bicchieri e mettere tutto in frigorifero. Montare la panna a neve ferma e metterla in frigorifero.
2. Mescolare il formaggio cremoso con lo zucchero a velo quindi incorporare la panna montata al composto mescolando dal basso verso l’alto. Aggiungere i biscotti rimanenti mescolando tutto sempre dal basso verso l’alto
3. Prendere i bicchieri, versare la crema e rimettere tutto in frigorifero per 10 minuti. Prima di servire aggiungere frutta sciroppata o biscotti sbriciolati.

Tempo di preparazione: 30 minuti

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Senza parole

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Poesia di Esenin

Confessioni di un teppista:

Non tutti son capaci di cantare
E non a tutti è dato di cadere
Come una mela, verso i piedi altrui.
È questa la più grande confessione
Che mai teppista possa confidarvi.
Io porto di mia voglia spettinata la testa,
Lume a petrolio sopra le mie spalle.
Mi piace nella tenebra schiarire
Lo spoglio autunno delle anime vostre;
E piace a me che mi volino contro
I sassi dell’ingiuria,
Grandine di eruttante temporale.
Solo più forte stringo fra le mani
L’ondulata mia bolla dei capelli.
È benefico allora ricordare
Il rauco ontano e l’erbeggiante stagno,
E che mi vivono da qualche parte
Padre e madre, infischiandosi del tutto
Dei miei versi, e che loro son caro
Come il campo e la carne, e quella pioggia fina
Che a primavera fa morbido il grano verde.
Per ogni grido che voi mi scagliate
Coi forconi verrebbero a scannarvi.
Poveri, poveri miei contadini!
Certo non siete diventati belli,
E Iddio temete e degli acquitrini le viscere.
Capiste almeno
Che vostro figlio in Russia
È fra i poeti il più grande!
Non si gelava il cuore a voi per lui,
Scalzo nelle pozzanghere d’autunno?
Adesso va girando egli in cilindro
E portando le scarpe di vernice.
Ma vive in lui la primigenia impronta
Del monello campagnolo.
Ad ogni mucca effigiata
Sopra le insegne di macelleria
Si inchina da lontano.
Ed incontrando in piazza i vetturini
Ricorda l’odore del letame sui campi,
Pronto, come uno strascico nuziale,
A reggere la coda dei cavalli.
Amo la patria. Amo molto la patria!
Pur con la sua tristezza di rugginoso salice.
Mi son gradevoli i grugni insudiciati dei porci,
E nel silenzio notturno l’argentina voce dei rospi.
Teneramente malato di memorie infantili
Sogno la nebbia e l’umido delle sere d’aprile.
Come a scaldarsi al rogo dell’aurora
S’è accoccolato l’acero nostro.
Ah, salendone i rami quante uova
Ho rubato dai nidi alle cornacchie!
È sempre uguale, con la verde cima?
È come un tempo forte la corteccia?
E tu, diletto,
Fedele cane pezzato!
Stridulo e cieco t’hanno fatto gli anni,
E trascinando vai per il cortile la coda penzolante,
Col fiuto immemore di porte e stalla.
Come grata ritorna quella birichinata:
Quando il tozzo di pane rubacchiato
Alla mia mamma, mordevamo a turno
Senza ribrezzo alcuno l’un dell’altro.
Sono rimasto lo stesso, con tutto il cuore.
Fioriscono gli occhi in viso
Simili a fiordalisi fra la segala.
Stuoie d’oro di versi srotolando,
Vorrei parlare a voi teneramente.
Buona notte! buona notte a voi tutti!
La falce dell’aurora ha già tinnito
Fra l’erba del crepuscolo.
Voglio stanotte pisciare a dirotto
Dalla finestra mia sopra la luna!
Azzurra luce, luce così azzurra!
In tanto azzurro anche morir non duole.
E non mi importa di sembrare un cinico
Con la lanterna attaccata al sedere!
Mio vecchio, buono ed estenuato Pégaso,
Mi serve proprio il tuo morbido trotto?
Io, severo maestro, son venuto
A celebrare i topi ed a cantarli.
L’agosto del mio capo si versa quale vino
Di capelli in tempesta.
Ho voglia d’essere la vela gialla
Verso il paese cui per mare andiamo.

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Auguri 2014

Auguri 2014

Qualcuno li ha fatti molto bene

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